Recensione telefilm: “Better call Saul!” s01-e02

better-call-saul-episode-102-post-tuco-cruz-jimmy-odenkirk-980

E rieccoci con la seconda puntata di “Better call Saul”!
Evviva!
Ok.. arriviamo al dunque.

Pareri? Fantastica anche questa puntata! Non posso dire altrimenti (e forse sono pure un po’ di parte).
Sin dai primi minuti mi ha agganciato alla sedia.

Oddio… Tuco in cucina! Mi mancava vederlo ai fornelli (lacrimuccia). Dovrebbero fare un programmino “In cucina con Tuco”… io lo guarderei molto volentieri…
Il regista ha saputo rendere benissimo l’atmosfera per tutto il tempo. Si sta sul filo del rasoio in continuazione, persino quando c’è un momento “routine/relax” non stai totalmente tranquillo.

Da subito sai benissimo che i due ragazzi “investiti” dalla nonnina di Tuco sono già morti, o quasi. Ma è troppo divertente, ti da una sensazione euforica. Per chi conosce bene Tuco da “Breaking Bad” è normale provare certe emozioni. Ecco perchè è fantastico rivederli qui ancora una volta.
Ok, sì… questo telefilm mi fa impazzire.

E finalmente arriva la sigla.
E’ perfettamente in linea con ciò che mi aspettavo di vedere. Perfetta.
Tuco è veramente mastodontico. E’ molto più pressante e d’impatto di quanto non fosse prima, secondo me.
E poi, all’improvviso, le terre sconfinate del New Mexico! Che bei ricordi… la pelle d’oca, ragazzi. La sensazione aumenta quando vediamo Saul dominare Tuco. Impressionante. Molto meglio di quanto fece Walter in “Breaking Bad”, secondo me. Saul è molto più bravo con le parole ed è più furbo. Ragazzi, è un avvocato.. EH

Ancora qualche comparsata di Mike che per adesso non si mostra a pieno. Sappiamo già da Breaking Bad che è un ex poliziotto. Finalmente sapremo qualcosa di più sul suo personaggio? Spero proprio di sì! Io amo Mike… scusate, potrebbe essere mio padre, ma è troppo il più figo lì dentro (la fangirl che è in me ha parlato. Chiedo scusa).

In sostanza: mi è piaciuta la seconda puntata?
Sì, è così. Mi è piaciuta molto.
La prossima si prospetta molto interessante devo dire, non vedo l’ora di sapere che deciderà Saul a proposito di “quell’affare”.
Bhè ragazzi, che dire?
Guardatelo!

E fatemi sapere i vostri pareri, se ne avete, naturalmente.

Alla prossima puntata!

Annunci

Recensione telefilm: “Better call Saul!” s01-e01

iuozOTGHCUcHmBhè… bhè… eh bhe…

Direi intanto di partire con lo spiegare un secondo cos’é “Better call Saul!”.
Saul Goodman è un personaggio della mastodontica serie “Breaking Bad”, di cui non vi parlerò qui ma lo farò in una recensione a parte dopo averla rivista tutta una terza volta (in lingua originale, per carità di Dio gente! Per. Carità. EH!).
Ciò che sappiamo di Saul è che si è fatto da solo, sa benissimo come funziona il mondo dell’illegalità, e perchè lo sa? Perchè è un avvocato. Per sradicare e riformare a tuo piacimento le regole devi conoscerle come il palmo della tua mano, e Saul, anche in questo Spin-off, dimostra di essere molto afferrato in questo… ma davvero poco fortunato.

Cosa abbiamo amato di Saul? Io, dal primo episodio, dal primo minuto, la sua parlantina. Ti ubriaca di parole in maniera confidenziale così tanto che non puoi non dargli almeno in parte ragione in quel che dice.
È l’avvocato dei fuorilegge e per essere tale è molto prudente, ha sempre un piano di riserva. Basta pagare e lui ti risolve qualsiasi inghippo tu possa avere, l’importante è seguire attentamentele sue istruzioni… EH!

SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER
Spoiler “Breaking Bad” e “Better call Saul”

La puntata inizia con un Saul che sembra si stia nascondendo da qualcuno.
Vi ricorderete tutti che Saul, assieme a Walter, ha pagato un uomo per avere una nuova identità e ripartire da zero, per scappare da una situazione troppo movimentata con la DIA ecc..
Bhe, sappiamo che fine ha fatto Walter White e tutti gli altri personaggi.. ma Saul?
Saul così è un ottimo elemento per uno spin-off, specialmente per chi, come me, vuole conoscere il passato di certi personaggi.
Già: “personaggi”, perchè qui non vedremo solo Saul, ma anche Mike (OMIODIOOMIODIOOMIODIO!!! Sono una fan di Mike. Sì. Era il mio personaggio preferito. L’ho amato follemente e ora potrò amarlo ancora! Grazie Vince!) e, udite udite: Tuco! E già partiamo con il toccargli la nonnina o la zietta, non si sa ancora, e quindi iniziamo proprio con il piede sbagliato con lui, direi.

Ma come mai vediamo certi personaggi che sappiamo essere morti? Perchè il telefilm parte sì dopo gli accadimenti di Breaking Bad, ma dopo i primi tre minuti si viene portati, con la nostalgia di Saul, nel suo passato, dandoci la possibilità di vedere come sia diventato il Saul di BB (Breaking Bad) e di come abbia conosciuto Mike, e tutti gli altri personaggi legati a lui.
Rivedremo non solo loro ma anche i luoghi in cui ci aveva portato Saul. Ho riso tantissimo rivedendo il centro benessere cinese che abbiamo visto nella serie principale!

FINE SPOILER

In sostanza..
Per chi, come me, ha amato Breaking Bad non può non vedere questo spin-off.
Per quanto mi sia piaciuta la prima puntata tengo ancora le mani avanti, non si sa mai ci sia una brutta caduta ad un certo punto.. cosa di cui dubito, ma.. meglio essere prudenti. Dopotutto, gli spin-off non brillano molto in bellezza in genere.

Staremo a vedere quindi i prossimi episodi.. a mè ha già conquistato, c’è poco da dire.
Fatemi sapere che ne pensate voi nei commenti, mi raccomando!
A presto con la seconda puntata di “Better call Saul!“.

Recensione film: “Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)”

birdman-primo-trailer-della-black-comedy-di-alejandro-gonzalez-inarritu

Tutto ciò a cui riesco a pensare, appena finito il film, è questa domanda: “Cosa.. ?”

E va bene, è un’ottima domanda. Fa pensare come film, veramente.
Non mi reputo la più stupida fra gli stupidi e neppure la più brillante mente del pianeta.. ma probabilmente mi ci vorrà qualche altro giro di Birdman per comprendere meglio qualche passaggio.

Ho iniziato a vedere questo film senza neppure aver dato uno sguardo al trailer, ma solo qualche scena stupida che del film diceva appena lo 0,03%. Si trattava di scene che mi hanno portata a pensare: “Ah, wow, un film introspettivo ma d’azione e con degli effetti speciali non da poco. Perché no?”
(Un po’ il protagonista mi fece pensare al Joker di Heath Ledger, e non mi chiedete il perchè)
Dopo 20 minuti dall’inizio del film cominciavo già ad impazzire: “Quando cazzo si ferma la telecamera? Dio! Sembra di stare sulle montagne russe, non ho tempo di fermarmi a dare ossigeno al cervello! Datemi qualche schifo di riempitivo, una pausa, qualcosa!”
Il problema è che persino le pause ti tengono afferrato e non hai la possibilità di “staccare”. La pellicola ti dice: “Ehi, dove diavolo vorresti andare? Rimani qui e rimani infilato in questo frullatore in costante velocità turbo con me! Hahaha!”
Wow…

Ora, se non ho le traveggole (e forse è così ma dovrei dare almeno un’altra occhiata all’intera pellicola..), credo ci sia un solo stacco ben riconoscibile in quella che vuole essere tutta una singola ripresa, dall’inizio alla fine quasi del film.
Un piano sequenza azzeccatissimo per un film ambientato in un teatro dove, si sa, non esistono “ciak” ma solo primo e secondo tempo, in caso.
Ottima scelta, è una delle cose che più rimangono impresse.
Per il resto è inutile dire ciò che già stanno dicendo tutti: ottimo cast, ottima Stone, ottimo Norton ma, soprattutto, ottimo Keaton.

Mi è piaciuto il messaggio all’interno della pellicola. La comparazione tra il mondo dei blockbuster e i film di un certo spessore.
Facile creare un BB, vero, ma la fatica ed il mettersi in gioco in un terno all’otto, come un film che vuole veramente esprimere qualcosa, è spaventoso.
Io studio sceneggiatura e credo che, come molti disegnatori, fumettisti, scrittori, attori e gente che ha a che fare con l’arte e lo spettacolo, si sia posto questa domanda prima o poi nella sua vita: “Cosa mi conviene fare? Vincere facile, creando la commercialata che esprime gran poco ma funziona sempre, oppure farmi il culo doppio e dare un originale? Un’opera prima, con la quale io voglia far capire al mondo con chi dovrà iniziare ad avere a che fare?”
“Quale scelta mi sta meglio?”

Quel che di questo film mi ha fatto sorridere, come una completa imbecille, è proprio la parte in cui Riggin da “finalmente” di nuovo ascolto alla sua parte interiore, quella di vecchia data.
Per mezzo film mi sono chiesta “Ok.. ma dove si vuole andare a parare? Che vuoi dirmi, film? Sto dietro al tuo ritmo super serrato, va bene, ma qui c’è qualcosa sotto. Vuoi dirmi di che diavolo si tratta oppure no!?” e finalmente, quando in parte lo fa, ti viene da sorridere senza pensarci due volte.
Ma non ho sorriso per la “rivelazione” che da il protagonista, e che era facilmente intuibile magari, ma perchè ero stata presa nella rete come parte degli spettatori, sicuramente.
Quelle erano le scene che aspettavo inconsciamente, mentre guardavo tutto il film, sapevo che avrei visto degli effetti speciali, esplosioni, voli e blablabla di seguito. A quello mi avevano portato quelle due scene stupide che avevo intravisto del film.
Sono cascata nel commerciale, quanto sono stata stupida! Ma provate a guardare il film e poi il trailer… non vi sembra che vi abbiano venduto praticamente tutti gli effetti speciali del film in poco più di 2 minuti, portandovi a pensare che tutto girasse attorno a quelli?
Quanto odio certi trailer..
Bhè, dopo ciò, con un velo di vergogna e un sogghigno, ho visto la seconda parte del film con occhi ben diversi.

E’ stato, a modo suo, emozionante. Brillante e piacevole. Comico? Sì, in parte sì, ma la sensazione più vissuta è stata “Oddio, che diavolo succederà ora?”.
Per tutto il film mi è sembrato di essere la madre di Riggin: “Dove stai andando? Che stai facendo?! Torna subito qui, non andare da quella parte! Non fare così, datti una calmata!”
Riggin è un animale che vaga a briglia sciolta per il set e attorno a questo, riempiendolo e svuotandolo con facilità estrema.

Una postilla: “La grande bellezza”.
Perchè faccio questo nome? Io neppure l’ho visto quel film.. particolare al quale rimedierò presto, forse.
Nomino “La grande bellezza” perchè, basandomi su quanto ho sentito, quel poco che ho visto e le interpretazioni che sono state date a tale film da gente che ritengo molto valida, personalmente… credo che il messaggio di fondo voleva essere lo stesso di Birdman, in maniera diversa, ma molto simile.
Forse sbaglio o forse no, ma… non so perchè ho il sentore che, comunque sia, Birdman sia comunque di grado ben superiore rispetto all’oscar italiano del 2014.
Birdman non da poi così tanta confusione, è piuttosto chiaro, nonostante quel che ho detto a inizio recensione, ma… è da gustare.

Birdman è un’apnea alla quale ti devi preparare e, con la seconda visione del film, lo fai prendendo un bel respiro prima di buttartici dentro a pesce… o a uccello… insomma, capito no?